Il Monastero di S.Benedetto fu edificato intorno al 984 per volere di San Vitale che, di ritorno da Roma,giunse a Rapolla.Fu costruito nei pressi dell’antico tratturo per Mocarico,nei pressi del ruscello e della fontana e rimase fiorente fino al 1306,quando un’epidemia di malaria colpì i frati che l’abbandonarono per costruirlo più a monte,in una zona più salubre.Di preciso il nuovo convento fu costruito nei pressi dell’attuale cimitero e intitolato a San Francesco.

Oggi non restano che un cumulo di macerie tra i rovi,a seguito dei diversi terremoti che nel tempo si sono susseguiti.Fino a qualche tempo fa si poteva osservare l’altare scavato nel tufo e un bell’affresco,probabilmente cinquecentesco,collocato,nel 1715,nell’antica chiesa di Santa Maria della Provvidenza,sull’altare maggiore.

La croce del Camposanto ricorda l’anno in cui fu inaugurato il Convento di San Francesco e la dedicazione della Chiesa di Santa Maria della Provvidenza, posta nel piazzale antistante la chiesa e il convento, costruiti per volere della Regina Sancia.

La croce del Camposanto fu voluta a ricordo del magnifico dono che i reali di Napoli vollero fare ai monaci di S. Francesco, al Vescovo ed a tutta la cittadinanza.

La croce di San Biagio era anticamente in legno, ma i monaci scalpellini ben presto la realizzarono in pietra vulcanica grigia, nel 1321. Nel capitello sono rappresentate quattro figure: S. Benedetto, capo del monachesimo occidentale; S. Basilio, capo dei monaci basiliani; S. Vitale, con il mantello tra le braccia in procinto di partire; S. Guglielmo da Vercelli che si sistema il saio. Nella zona basamentale, sui quattro lati, sono scolpiti i simboli delle quattro confraternite allora esistenti a Rapolla: la figura del Calvario per la confraternita del Crocifisso; la figura della morte per l’Annunziata; il cuore per il Sacro Cuore della Cattedrale; la margherita per Santa Lucia.

 



La croce in pietra traforata è posizionata su una colonna di pietra grigia.

Essa fu innalzata nel 1315, in ricordo della visita del Re Roberto d’Angio che, di ritorno da un viaggio in Puglia, si fermò a Rapolla. Era posta nella piazza sulla quale si aprivano la cantina, il “trappeto regio”, la taverna, il dazio e la stadera, in un punto dove confluivano i “tre tratturi”.

In tempi più recenti la croce è stata smontatae abbandonata, nell’attesa che venissero ultimati dei lavori di sistemazione del Vallone e solo nel 1983 fu nuovamente rimontata.

 

           

                                     

Fontana Via Vulture Anni ’50

                                             

Lavatoio Pubblico 1933

     

  

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